Parole

Sono affascinanti le parole.

Accompagnano, anche nel silenzio, sorprendono quando compaiono nei luoghi più inaspettati: un  biglietto ingiallito girato d’istinto, una lettera ripiegata in una scatola da scarpe riposta in solaio, una poesia dietro una fotografia che si credeva perduta per sempre, una dedica gigante, rossa e gialla, sotto un cavalcavia.

Sono ancora qui, ancora una volta, trasferita nel tempo, virtuale e reale.

(come se fossero passati cent’anni e forse è davvero così)

Piena di parole dette e taciute, soprattutto taciute perchè in certi momenti della vita, incredibilmente, risultano inutili e non abbastanza contenibili.

Tuttavia di loro non posso farne a meno.

Allora le parlo e le scrivo, sperando così, di poter essere più vicina a coloro che abitano la mia vita, sperando di farmi comprendere da chi amo e cercare di comprendere a mia volta, se avranno l’energia sufficiente di tradurre le loro parole affinchè possa assimilarle appieno.

Le parole hanno significati precisi, ma per ognuno diversi, come la vita.

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18 pensieri su “Parole

  1. le parole hanno la funzione di ricordarci CHI siamo…
    qui, in questo spazio-tempo in cui esistamo separati, ma avevamo lo stesso suono, eravamo il significato e il significante…
    forse eravamo l’Idea che telepaticamente era tutti noi e di tutti noi
    le parole sono l’estremo tentativo di ri-unione, di un abbraccio che ricordi il più possibile quello universale in cui eravamo contenuti tutti.

  2. le parole sono tutto, senza di esse non sparemmo di esistere.
    Mi ha sempre incuriosito l’assonanza tra word e world.
    Che i nostri amici inglesi ne sappiano più di noi? O sono casualità?

    • Nella mia vita rappresentano tanto, tantissimo. Ma penso ad un gesto, un’immagine, un comportamento che racchiudono una potenza superiore a milioni di parole che nemmeno conosco.
      In questa stagione della vita sto rivalutando molto la forza della fisicità e della materia, ma è indubbio che la parola superi confini geografici e temporali, col limite che va conosciuta e compresa però. Non conosco così bene l’inglese da sapere se c’è attinenza tra le due parole. Credo di no, però contanto che l’inglese è una delle lingue più conosciute al mondo, forse un collegamento c’è. Benvenuta

  3. Le parole sono importanti, è vero. Ma, come per i condimenti in cucina, non bisogna abusarne. A volte, più che le parole, può essere uno sguardo, o un abbraccio a salvarti la vita.
    Ciao, Silvia. Sempre bello, leggerti.

  4. Ciao amica mia, anche per me è un grande piacere ritrovarvi. E’ innegabile che in questo periodo ci è concesso vivere più dimensioni parallele, tutte affascinanti e importanti. Ho temuto di perdervi presa, coinvolta e sconvolta in faccende importanti della vita. Per fortuna non è così:) Spero di poterti abbracciare presto. Un bacio.

    • ciao ioviracconto:)benvenuta/o.
      Le parole non dette sembrano sempre più preziose, come gli amori non vissuti, pieni di speranza e di “perfezione”. Preferisco il perfettibile che sa di pane e di sangue allora, la parolaccia, la grammatica sgrammaticata nel tentativo di coinvolgere e condividere, se possibile. Preferisco aver detto che aver da dire, parafrasando un detto che recita: meglio aver avuto, che aver d’avere. Dando per scontato però, che sarebbe auspicabile un lungo silenzio di riflessione prima di aprire bocca. A volte, spesso, si parla a sproposito.

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