10

Come sempre.

Il numero dieci ricorre nella mia vita ma in modo del tutto casuale: il civico della mia abitazione, di quella del babbo, di quella di mamma,  il giorno in cui è morto Emilio, in cui sei morto tu.
Scorre indisturbato tra i giorni del mese, dopo il nove, prima dell’undici, in un susseguire apparentemente sempre uguale ed indolore.
Non è così.
Nulla è e sarà più uguale a qualsiasi cosa dopo aver perso una persona cara.
Nulla ritornerà come prima, mai più.
“Mai più” hanno letto/recitato oggi un gruppo di giovani studentesse ad un bel convegno sulla scuola di cui scriverò presto, che si è tenuto nella mia città.
Hanno scelto alcuni passaggi salienti tratti dal libro L’eleganza del riccio.
Mentre le ascoltavo con piacere, sono ritornata alla giovinezza, al mio bisogno di comprendere, di sondare, di avere risposte esaustive ed onnicomprensive, calata nella mia visione assoluta del mondo.

Mai più.

Mi chiedo come possa essere compreso, ma soprattutto sopportato sulla pelle, nel caso accadesse la disgrazia di doverlo sopportare, da parte di un’adolescente in sboccio, che per natura porta in sè la potenza dell’illusione dell’immortalità e del per sempre, un concetto così assoluto e definitivo che abbisogna di anni ed anni di fatiche, dubbi e compromessi con se stessi perchè possa essere anche solo riconosciuto.

Accettarlo è impossibile.

Infatti mentre mi compiacevo del loro impegno e della loro bravura ti ho chiamato, come spesso mi accade, perchè mi piace sentirti vicino e attento ai miei pensieri. Ho condiviso con te questo concetto ribaltandolo nel suo significato più profondo indossandolo come un abito fatto su misura, ovvero cercandoti nel luoghi che ci sono congeniali. Arrivi sempre, perchè sempre ci sei e sono certa ci sarai.

Per sempre.

Annunci

14 pensieri su “10

  1. 10, numero particolare, reca in sé la completezza, l’unione grafica dell’uno al perfetto.
    nell’albero sefirotico è l’ultima Sephirah, Malkuth, il compimento.
    il divino che riassume in sé ogni cosa.
    penso che non sia casuale, la sua ricorrenza nella tua vita,
    sai bene che la manifestazione materica è un immenso arazzo di luce, dove ogni filo-raggio ha la sua ragione d’essere.
    vita e morte si completano in un unico disegno, di cui siamo parte interattiva.
    l’illusione della separatezza ci viene dalla forma che adesso indossiamo.
    quando non ne saremo più limitati, sapremo, anzi saremo, tutto.
    anche da giovanissimi, solo apparentemente non riusciamo ad accettare “un concetto così assoluto e definitivo” ma una parte di noi sa.

    • Che belle parole, così sferiche così rotolanti ed onnicomprensive. Forse è la cosa che più mi piace di te in assoluto, il tuo sguardo a 360 gradi, uno sguaro che si svolge in ogni luogo e ritorna ricco di tutto ciò che ha incontrato. E tu dai la percezione sempre di aver incontrato un mare di cose nella tua vita.
      Amica mia, sai che ancora non so, che ancora non percepisco con la tua stessa chiarezza. Sicuramente a differenza di quando ero una ragazza, ho la consapevolezza di essere una piccolissima parte di un tutto, sempre in divenire e questo non mi fa sentire mai sola. tvb

  2. Sai cara Silvia, nella mia bacheca c’è un post che ha lo stesso tuo argomento. Non so perché non ho ancora avuto il coraggio di postarlo. Abbiamo vissuto questo momento insieme ed è stato un momento che è stata la sintesi di ciò che spesso sento di condividere con te anche a distanza, anche se non ti sento. Grazie di esserci stata, ha significato molto per me

  3. Arrivo qui dal blog di Cristina, che conosco e ammiro da molto tempo. Percepisco un dolore diffuso, nella bellezza del tuo scritto. Diffuso e placato come la piena compiuta di un fiume.
    “Mai più”, certo.
    Nessuna sorte avversa è pero capace di strapparci il ricordo e la sua elaborazione, fino a che siamo vivi e presenti a noi stessi.
    Un sorriso….

    • Grazie delle belle e vere parole. Credo addirittura che l’amore di chi muore non solo lo porteremo sempre con noi, ma si trasformi via via in nutrimento buono e in buone azioni. Credo che quando si dice che le persone che ci hanno “lasciato” vivono in noi, s’intenda proprio questo. Un sorriso a te…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...