Finestre

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Cavazzone di Elis Bassi

Le ho cambiate tutte, le finestre intendo.
Ho fatto bene, benissimo direi. Una bella spesa, eh sì, così a norma come sono… rispettano i parametri più elevati di isolamento acustico e termico, non costano certo due euro. Se ci si deve bagnare…come si dice dalle mie parti. Una spesa necessaria ed utile, ora non patisco più quel freddo che mi congelava la punta del naso e delle dita di mani e piedi dopo due secondi dallo spegnimento dei termosifoni.
Convivo da anni col teleriscaldamento centralizzato, tra gioie e dolori, in una palazzina di dodici appartamenti: modificare anche di mezz’ora l’orario di accensione/spegnimento dell’impianto è sempre stato talmente faticoso che preferivo girare imbacuccata come l’omino Michelin. Ma ora non temo temperature polari, micro correnti antartiche ad altezza caviglia, blocchi improvvisi di erogazione dell’acqua calda. Adesso, dentro il mio appartamento, chiuso in modo quasi ermetico, mi coccolo nel calore accumulato, anche per un paio d’ore successive la chiusura dell’impianto, con buona pace dei miei attacchi di cervicale e del portafoglio; sono stati installati pure i contatori per ogni termosifone, così pagherò per l’ottanta per cento il mio consumo e non quello collettivo. Quante finestre ho visto negli anni, spalancate in pieno inverno con la scusa delle pulizie domestiche!
E poi le vecchie finestre, per quanto si siano comportate in modo egregio in quarantacinque anni di onorato servizio, erano quanto di più vetusto, antiecologico ed antieconomico si potesse immaginare col monovetro sottilissimo che vibrava ad ogni battito di ali di passero. Se si pensa che i passeri sono stati soppiantati anni or sono dai merli, che a loro volta sono stati sterminati dai corvi, è intuibile in quale caos di hitchcockiana memoria mi sia trovata ogni tanto, quando i “ragazzi” dal tetto del palazzo di fronte, scendevano sul mio balcone. A far cosa non mi è dato saperlo, ma questo è, e se mi avvicinavo al vetro, scostando le tende per vedere cosa combinavano in due o tre sulla ringhiera, mica scappavano, mi guardavano male, come solo i corvi sanno fare, come per dire: che accidenti vuoi da noi?
Per non parlare della signora del condominio di fronte, ancora incapace di mettere l’auto in garage in tempi inferiori al lustro e del marito che sale e scende dall’auto con tanto di sbattuta di portiera per asciugare la vettura con uno strofinaccio, prima di metterla in garage. Peccato che lo faccia rigorosamente col motore acceso, in ogni ora del giorno e della notte, anche sotto la pioggia, per cui questa operazione definibile alquanto bizzarra per non dire un filino patologica, può richiedere ore.

Ora, a poco più di un mese dalla sostituzione delle finestre, il mio pensiero è rivolto unicamente ai piccioni (vorrei comprendere come hanno fatto a sopravvivere ai corvi) perchè hanno una capacità cacatoria inimmaginabile e su questo le mie finestre nuove non incidono per nulla. Della signora driver non ne so niente perchè non devo più subire ore di vane manovre e nemmeno sento più il di lei marito asciugatore, sicuramente iscritto al Clubpelledidainoforewer.
Lo so, verrebbe da chiedere:perchè non l’hai fatto prima? E’ vero, ma ogni cosa richiede il suo tempo e il suo spazio per maturare, come un amore che per sbocciare ha dovuto attendere trent’anni, ics sbattute di portiera asciutta e ipsilon sbattute di portiera bagnata, anni di battito d’ali di varie dimensioni, nasi, mani, piedi congelati da temperture siberiane, delusioni cocenti, dolori immensi.
Poi un giorno mi sono svegliata e non ero più sola e ho avuto la certezza che con tutte le finestre sarebbe cambiata anche la mia vita.

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4 pensieri su “Finestre

  1. Beh, passano gli anni e le finestre, si va avanti. Il blog è pur sempre una delle tante finestre sul mondo, no? Ecco, ora non dirmi che sono il piccione che viene a lasciare porcherie sul davanzale ok? 🙂
    Ciao Silvia.

    • Sempre avanti anche con molta fatica.
      Ciao Paolo, che piacere vederti, spero tu stia bene. Tu non sarai mai un piccione per me, io li odio 🙂
      Questa è una finestra molto importante, anche se la apro pochissimo ormai, ho fatto l’errore di cambiare connessione e collegarmi /navigare è un incubo, anche questo incide sulla mia prolungata assenza. Non dirò che tornerò più spesso perchè l’ho già detto troppe volte senza farlo per cui so di non essere credibile. Però qui ho conosciuto persone deliziose, come te e questo lo dirò per sempre perchè è la verità.
      A presto, forse…:)

  2. Questa è davvero una finestra molto importante, per me dovrei dire insostituibile, da questa finestra ho potuto conoscere persone meravigliose, come te, e altre ancora, tutte ormai parte della mia esistenza.
    La tua mi manca, perciò spero che tu provveda a una connessione più funzionale e veloce e che ritorni a dialogare e raccontare con la grazia che ti è congeniale.
    A presto, ci conto!
    un abbraccio grande
    cri

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