Nel mio cuore sui piedi gonfi…

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Ora cammino con scarpe basse per via della nuova cura per l’ipertensione che mi gonfia i piedi. Addio alle mie scarpine coi tacchi che evidenziano la sottile caviglia, fino al alcuni mesi fa, ovvio, addio agli stivali con la cerniera che fasciano il polpaccio, addio ai sandali coi cinturini intrecciati. In estate mi hanno detto che sarà anche peggio, forse  dovrò interromperla questa cura.

La interromperò.

In estate sarò spesso a Ponzò.

Io adoro Ponzo’ c’è la mia seconda casa che guarda il cielo e domina la vallata sottostante. A Ponzò c’è il mio amore e con lui il mio benessere e la capacità di essere serena, di fare progetti e di essere tranquilla. Andrò in ciabatte basse e terrò sollevati i piedi, la sera, mentre cercherò il mare tra la congiunzione dei monti a forma di V abbastanza larga da vedere le navi passare.

E pare di vedere la vita degli altri scivolare là in fondo sui mercantili, perché la mia a Ponzò sembra fermarsi come fossi in un luogo che non ha il tempo  come unità di misura, un tempo che scorre così in fretta che pare non scorrere affatto.

Solo le nubi a volte, non annunciate, arrivano enormi e gonfie di pioggia, sfrecciando sul tetto di casa come se dovessero inseguire un fuggitivo, perché a Ponzò c’è sempre vento, che spazza via i pensieri è vero, e asciuga velocemente i panni stesi. A volte fischia e tira così forte che pare portarsi via anche me, ma io che devo essere un po’ matta, adoro il vento.

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